Un podcast che non spiega la poesia come una materia scolastica, ma la vive come pane quotidiano e bussola di tenuta.
Dall'episodio pilota aperto con il sonetto di mio padre Valerio Sampieri ("Semo alegri!") fino al silenzio fecondo di Chandra Candiani, alle disobbedienze necessarie e al buio fertile della gestazione.
Tutti gli Episodi
Qui trovi le puntate pubblicate su Spotify con il relativo saggio d'accompagnamento, insieme alle tracce in fase di lavorazione vocale.
Valerio Sampieri e la poesia romanesca che viene da casa
Il sonetto di mio padre («Semo alegri!») e la poesia come pane quotidiano senza accademia.
Nazim Hikmet e la gioia come atto di resistenza
La gioia non come distrazione superficiale, ma come fedeltà ostinata alla vita anche in catene.
Chandra Livia Candiani: maternità, fragilità e silenzio
La ferita come soglia di ascolto e la cura delle parole che non feriscono.
La poesia che non sapemmo ricevere
Cosa accade ai versi che arrivano in anticipo sui nostri tempi di comprensione.
Le forme del male di vivere e la cura delle parole
Attraversare Montale, le crepe e l'attrito del quotidiano senza scorciatoie.
Posso tornare a giocare?
Il diritto alla leggerezza e a ritrovare il cortile quando il mondo adulto diventa troppo pesante.
E se disobbedissi?
Emily Dickinson, Walt Whitman e Minority dei Green Day. La disobbedienza come fedeltà a se stessi.
Il ritorno delle lupe e gli archetipi del femminile
Dal mito al palcoscenico: la natura selvaggia e il coraggio di occupare il proprio spazio.
Il buio fertile: ciò che germoglia quando tutto tace
Rainer Maria Rilke, Wendell Berry e Vinicio Capossela. Il tempo invisibile delle trasformazioni e il diritto di fermarsi.
«Per ogni cosa il suo giusto tempo.»
Segui il Podcast su Spotify ↗